Il progresso politico femminile non è misurato solo dall'ottenimento del diritto di voto, ma dalla sua capacità di tradursi in potere decisionale e legislativo che influenzi concretamente la vita delle donne e della società.
Il primo voto a carattere nazionale fu il Referendum Istituzionale e l'elezione dell'Assemblea Costituente del 2 giugno 1946.
In quella data storica, le donne votarono per:
Scegliere tra Monarchia e Repubblica.
Eleggere i membri dell'Assemblea che avrebbe scritto la nuova Costituzione Italiana.
In quell'occasione, 21 donne furono elette all'Assemblea Costituente, contribuendo direttamente alla stesura dei principi fondamentali della Repubblica.
Valore Simbolico: Il diritto di voto ha formalmente riconosciuto le donne come soggetti autonomi di diritto pubblico, e non più solo come appendici del capofamiglia.
Impatto Istituzionale: Storicamente, l'estensione del suffragio ha portato alla promulgazione di leggi a tutela della salute pubblica, dell'istruzione e del lavoro minorile – temi che le donne hanno portato con forza nell'agenda politica.
Esempio Contrasto: È cruciale notare che la conquista del voto è stata graduale e ineguale. Mentre la Nuova Zelanda lo ottenne nel 1893, in Svizzera fu introdotto solo nel 1971, dimostrando che la lotta per la piena cittadinanza ha avuto tempi e ostacoli diversi nel mondo.
L'aumento delle donne in politica ha portato non solo a un cambiamento estetico, ma a un cambiamento nella sostanza della governance.
Diversità nelle Leggi: Quando le donne sono in maggioranza o in numero significativo nei parlamenti, è più probabile che vengano approvate leggi mirate a ridurre il gender pay gap, a introdurre il congedo parentale condiviso e a rafforzare la legislazione contro la violenza di genere (come le leggi sul femminicidio o il Codice Rosso in Italia).
Normalizzazione del Potere: L'elezione di Capi di Stato e di Governo donne (come Margaret Thatcher, Angela Merkel o Jacinda Ardern) serve a normalizzare la leadership femminile nell'immaginario collettivo, sfidando lo stereotipo che il "potere forte" debba essere maschile.
Le Quote di Genere: In molti Paesi, l'accesso istituzionale è stato accelerato da meccanismi di azioni positive come le quote di genere (o positive discrimination) per le liste elettorali o per i seggi parlamentari. Questo ha dimostrato di essere un modo efficace per superare l'inerzia del sistema politico e accelerare la rappresentanza.